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viernes, 20 de enero de 2012

Missione, reencarnazione, fine del mondo, percezzioni extrasensoriali



Signor Siragusa.

Sono una ragazza di 18 anni di Táranto e alcuni giorni fa leggere in una rivista settimanale che siete il "ambasciatore degli extraterrestri".
Sono entusiasta di tutto ciò che lei ha detto e vorrei porre le seguenti domande:

(a) quando ha iniziato la sua attività di "Ambasciatore" e come?

(b) come ha dato conto che possedeva "percezione extrasensoriale"?

(c) come è la reincarnazione in noi?

(d) che cosa si capisce da "fine del mondo"?

Molto grata
ELISABETTA PACIFICO.
 
 Stimata signorina:

Ho il piacere di essere in grado di rispondere alle vostre domande:

(a) la mia attività è iniziato solo quando sono stato in grado di essere inclusi nel piano, e questo è avvenuto all'età di 33 anni. Il 25 Marzo di quest'anno ho completato 54.
Durante questo lungo periodo di tempo ho sviluppato la prima e la seconda parte del lavoro che sono stato responsabile per lo sviluppo e che ho accettato incondizionatamente, essendo cosciente della disobbedienza di Giona.
La terza fase della mia attività avviarà giorni prima la discesa nella terra del "figlio dell'uomo".

(b) ho realizzato questa facoltà immediatamente di accadere mio inclusione nel piano.

(c) Non siamo noi quelli che reencarniamo perché fisicamente parlando, non siamo più che l'effettivo strumento di quello valore che si reencarna: lo Spirito. E lo Spirito non ha un nome e non riposa mai e opera incessantemente per la realizzazione di Colui che è e che mira a riincontrare, consapevoli del lavoro sviluppato secondo La Legge.

(d) la fine del mondo non dovrebbe essere inteso come "fine del pianeta", nel quale vive e agisce questa generazione, ma come il giudizio di un ciclo e considera esclusivamente le opere positivi o negativi svolte dagli uomini.
L'uomo non è chi per replicare a Dio. Egli conosce i nostri opere e giudica di conseguenza.
L’apocalisse è nient'altro che un processo, un preludio a una sentenza che finisce con il Giudizio.
Pertanto non significa "la fine del mondo" ma il giudizio di questa generazione secondo le loro opere.
Mi creda, secondo alle opere, il giudizio non sarà, naturalmente, molto benevolo.La Purificazione è necessario, pertanto più dura sia la sentenza più veloce sarà l'evoluzione.
È la Legge, la Legge di Colui che è, non è solo un atto d'amore, ma anche e sopra tutti Legge di Giustizia Divina.

La saluto fraternamente.
Eugenio Siragusa.


Distinguido señor Siragusa.
Soy una joven de 18 años de Táranto y hace algunos días leí en un semanario que usted es el “embajador de los extraterrestres”.
He quedado entusiasmada con todo lo que usted ha dicho y quisiera hacerles las siguientes preguntas:

a) ¿Cuando empezó su actividad de “embajador” y cómo?

b) ¿Cómo se dio cuenta que poseía las “percepciones extrasensoriales”?

c) ¿Cómo se efectúa la reencarnación en nosotros?

d) ¿Qué se debe entender por “fin del mundo”?

Muy agradecida
                                                                           PACIFICO ELISABETTA.
 
Estimada Señorita:

Tengo el placer di poder contestar a sus preguntas:

a) Mi actividad se inició solamente cuando yo estuve en condiciones de ser incluido en el plan, y esto acaeció al cumplir yo los 33 años. El 25 de marzo de este ano he cumplido los 54.
Durante este largo periodo de tiempo he realizado la primera y la segunda parte de la Obra que me fue encargada de desarrollar y que acepté sin condiciones, consciente de la desobediencia de Jonás.
La tercera fase de mi actividad empezará días antes de la bajada a la Tierra del “Hijo del Hombre”.

b) Me di cuenta de esta facultad inmediatamente después de ocurrir mi inclusión en el plan.

c) Nosotros no nos reencarnamos porque nosotros, físicamente hablando, no somos más que el instrumento del valor real que se reencarna: El Espíritu. Y le Espíritu no tiene nombre y no reposa nunca, y opera incesantemente para la realización de Aquel que es y al cual aspira a reunirse, consciente de la Obra desarrollada según la Ley.

d) El fin del mundo no se debe entender como “fin del planeta” sobre el cual vive y actúa esta generación, sino como el juicio de un ciclo y que considera exclusivamente las acciones positivas o negativas llevadas a cabo por los hombres.
El hombre no es quién para replicar a Dios. ÉL conoce nuestras obras y las juzgará en consecuencia.
El Apocalipsis no es más que un proceso, un preludio de una sentencia, que acaba con el Juicio.
Por tanto no significa el “fin del mundo” sino un juicio de esta generación según sus obras.
Créeme, según las obras, el juicio no será, desde luego, muy benévolo. La purificación es necesaria, en consecuencia cuanto más dura sea la sentencia, más rápida será la evolución.
Es la Ley, Ley de Aquel que es, que no sólo es una Ley de Amor, sino también y sobre todo Ley de Justicia Divina.

La saludo fraternalmente.
Eugenio Siragusa.


Consultas, preguntas, comentarios dirigirse a:       antoniopastor555@gmail.com


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